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Archive for marzo, 2009

Daniel Zampieri entra nella famiglia Minardi

martedì, marzo 31st, 2009

daniel zampieri

A partire da questa stagione Giovanni Minardi, direttore sportivo dei team Minardi by GP Racing in Euroseries 3 e Scuderia Playteam in Superleague Formula, gestirà la carriera sportiva di Daniel Zampieri. Il giovane e promettente pilota romano, nato nel 199, ha iniziato la sua attività nel mondo dei motori nel 1999, prendendo parte a numerose gare di go-kart.

Nel 26 è passato alle monoposto, firmando il suo esordio a soli 16 anni nella Formula Renault 2. Italia, con BVM Racing. L’anno successivo ha affrontato il campionato nazionale ed Eurocup con la scuderia Cram Competition, per poi tornare nuovamente nel team diretto da Giuseppe Mazzotti. Zampieri entra ora a far parte della famiglia Minardi, insieme al campione in carica Superleague Formula Davide Rigon, al Campione Italiano GT Gabriele Lancieri, a Luca Casadei e ad Alessandra Neri.

A quattro giorni di distanza dall’ultima sessione di test sul tracciato di Adria, Daniel è pronto a calarsi nuovamente nell’abitacolo della Dallara F38 motorizzata FPT del team BVM/Target: oggi l’alfiere TNT continuerà il suo avvicinamento al primo week-end del Campionato Italiano di Formula 3 (in programma il 9-1 maggio sulla pista di Adria) prendendo parte ad una nuova sessione sulla pista di Magione.

Dice il talentuoso racer laziale: ̶Sono contento di poter lavora al fianco di Giovanni Minardi e sono sicuro che insieme potremmo ottenere molti successi. Inoltre quest’anno potrò migliorare la mia preparazione atletica presso il centro di Forlì Driver Program del prof. Stefano Elia. Domani (oggi, ndr) sarò in pista sul tracciato di Magione per continuare il lavoro iniziato ad Adria la scorsa settimana, dove avevamo avuto qualche problema di messa a punto. Dobbiamo ancora migliorare l’assetto sulle piste lente e Magione è molto simile al tracciato veneto̶. ”

Il manager Giovanni Minardi è soddisfatto dell’accordo raggiunto: ̶Sono molto contento di iniziare questa collaborazione con Daniel Zampieri, uno dei migliori talenti italiani. Sono sicuro che insieme potremmo divertirci molto festeggiando diversi successi, a partire da questa stagione nel Campionato Italiano di Formula 3̶.

Via | Press Minardi


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Lo scatto in corsa: ancora GTAm, come quel giorno a Zandvoort

martedì, marzo 31st, 2009

La Alfa Romeo GTAm a Zandvoort

Visto il successo della Alfa Romeo GTAm e degli Scatti in corsa a lei dedicati, torniamo a parlare di lei, e lo facciamo dopo esserci documentati un poco e aver trovato un racconto molto bello della gara di Zandvoort nel 197 vinta da Gian Luigi Picchi del quale è protagonista lo Scatto in Corsa di oggi.

Racconto, fatto in prima persona, che parla di motori, passioni, odore di olio bruciato e di uno spirito che forse oggi non c’è più. O che perlomeno è molto raro. E per questo abbiamo deciso di regalare anche a voi, che ci avete dimostrato di essere dei veri, e preparatissimi, appassionati. Eccolo:

̶Dopo la vittoria alla sei ore del Nurburgring vinta in coppia con Andrea de Adamich, il Campionato si sposta a Zandvoort. L’Autodelta schiera tre Gtam,una per Hezemans una per Carlo Facetti e la terza per il sottoscritto. Entrato in pista per le prove libere ho trovato immediatamente un forte feeling con questa pista che ricordo come una tra le piu’ belle, tecniche e guidate dell’epoca. Chiaramente avevo letto delle particolarita’ del circuito situato a ridosso del mare dove,quando tira vento, arriva sabbia che la rende in alcuni punti estremamente scivolosa.

Avevo sentito parlare della mitica curva Tarzan in fondo al rettilineo. Cominciando a girare mi resi conto che la pista,che ha un andamento caratterizzato da diverse variazioni altimetriche,aveva tre punti nodali. Uno era il tornante centrale dietro i box che gira a sinistra, curva da fare con il Gtam in seconda marcia. Questo tornante che ha un raggio di piu’ di 18 gradi e’ uno dei piccoli segreti ,come ce ne sono in ogni pista,che i piloti locali conoscono benissimo.

Bisogna entrare in corda senza allargarsi all’ingresso,proprio perche’, in relazione al raggio,entrando larghi,come suggerirebbe un normale pilotaggio si percorrono alcuni metri in piu’,e poiche’ la curva presenta una discreta pendenza all’interno, andando a finire la frenata in corda, si puo’staccare molto piu’ tardi che entrando in alto. La caratteristica poi del tornante e’tale che si entra in leggera discesa , in corda comincia a salire e cambia pendenza in uscita, non si puo’ accelerare molto in anticipo.

E quindi e’ preferibile entrare fortissimo in corda e cercare di accelerare prima possibile e nel caso della Gtam,per il comportamento che aveva l’auto in accelerazione dalle curve lente,gestire l’uscita per arrivare in leggero controsterzo al limite del bordo estreno e scaricare poi terza e quarta per affrontare la curva in alto a destra dove si scavalla verso un tratto in discesa. Questo era un’altro dei punti nodali.

La curva da quarta era senza visibilita’, si alzava il gas e lo si ridava immediatamente,l’auto tendeva ad alleggerirsi notevolmente e si usciva di quarta leggermente intraversati e superato il dosso per non perdere velocita’ nel tratto seguente era necessario uscire mettendo mezza ruota oltre il bordo esterno, e quando si riusciva a far questo si era sicuri di essere al limite. Il terzo punto piu’impegnativo era la penultima curva prima del rettilineo anch’assa su dosso con cambio di pendenza a centro curva.

Si arrivava in quinta ed in ingresso si scalava alla quarta si girava a destra ed anche qui era necessario scavallare lasciando poi scorrere la Gtam all’esterno per affrontare la curva di immissione al lungo rettilineo. Chiaramente se si esagerava in entrata l’auto perdeva contatto con l’asfalto e si rischiava di uscire di strada all’esterno, se si richiamava troppo si andava in attrito e si perdevano giri e quindi velocita’.

Trovare il punto esatto di staccata e di corda richiese diversi giri ma era essenziale uscire fortissimo da quella curva, il rettilineo era lunghissimo e in fondo c’era curva Tarzan dove si arrivava al massimo per poi scalare rapidamente fino alla seconda marcia. Tarzan:immaginate un tornantone a destra con una forte pendenza all’interno con raggio crescente in uscita, poi dopo un breve tratto di dritto una semicurva a destra dove si passava di terza e si arrivava al tornante centrale per reinserire la seconda.

Le altre curve della pista erano aperte,e se pur veloci richiedevano soltanto l’applicazione di pura tecnica di guida percepibile immediatamente e non una graduale assuefazione e conoscenza come le tre citate prima. Arriviamo alle qualificazioni. In prima fila Hezemans 1.42.8 poi l’olandese Chiotakjs 1,42,9 su Gtam e Glemser con la Ford Capri 1.43.1,in seconda fila Facetti ed il sottoscritto poi gli altri.

Chiotakis, perfetto conoscitore della pista di casa, era uno dei tantissimi olandesi che vanno fortissimo a Zandvoort. L’anno seguente con la GTAJunior avrei affrontato tre di questi piloti in una delle corse piu’ tirate e avvincenti di tutta la stagione. Arriviamo alla gara. In partenza Hezemans prende la testa seguito da Glemser, io parto molto bene sfilo Facetti e a curva Tarzan infilo Chiotakis, alle spalle tutto il gruppo.

La gara si profila con lo scontato successo di Toine che mantiene la prima posizione per i primi cinquanta giri sui settantadue da percorrere seguito come un’ombra da Glemser. Io seguo leggermente staccato con alle spalle Carlo Facetti. Davanti a me il duello tra i due tra ruote fumanti in staccata e intraversate in accelerazione. Hezemans, per cercare di contenere Glemser la cui Ford Capri 24 ha circa 5/6 cavalli piu’ delle nostre Alfa, nel tentativo di scrollarselo di dosso esce di strada,se non ricordo male proprio nella curva da quarta,terzultima della pista,decollando ed uscendo di strada sulla sinistra.

Glemser e’ in testa, comincia la mia caccia. La Ford Capri aveva una velocita’ di punta che permetteva a Glemser, che vi ricordo era uno specialista delle auto da turismo, pilota ufficiale della Ford Colonia, di staccarsi sul rettilineo di circa 2/3 metri. In frenata perdeva leggermente e nel misto stretto era piu’ lento avendo difficolta’ a scaricare con le gomme di allora i circa 26 cv della sua Capri.

Uscito di scena Hezemans al mio passaggio ai box mi segnalano Fast. Figuriamoci! Mi ero gia’ avvicinato approfittando dell’attimo di rilassamento del tedesco che gia’ si sentiva la vittoria in tasca.In piu’ Glemser avra’ pensato: alle spalle ho Picchi che si e’ qualificato a qualche decimo e quindi non troppo pericoloso. Gia’ il giro dopo alla staccata di curva Tarzan gli ero attaccato ai tubi di scarico. E’ vero che sul dritto mi dava circa 2/3 metri ma in frenata io andavo molto piu’ giu’, mettevo la Gtam di traverso e scalando tutte le marce entravo sfruttando anche la pendenza della curva per l’azione frenante.

L’alfa sbandava e sobbalzava ma la contropendenza mi aiutava a rientrare in traiettoria. In uscita da Tarzan il tedesco tirando seconda e terza prima del tornante centrale allungava di due lunghezze,ma entrava alto, allargandosi. Vi ricordo che una delle chiavi di Zandvoort e’ il tornante centrale.Mi riagganciavo quindi in staccata. In uscita riuscivo a compensare la differenza di cavalli cercando di non intraversarmi e di sfruttare tutta la accelerazione mentre Glemser andava di traverso scodinzolando.

Nella famosa curva da quarta in alto riuscivo in uscita a riaccodarmi e cosi’ per tutte le curve. La GTAm piu’ agile in curva,il coupe’ Tedesco piu’ veloce e meno maneggevole. Comincio’ cosi’ un elastico che duro’ circa otto giri.Lui allungava ed io mi riavvicinavo in frenata e in curva. Era chiaro che sarebbe stato difficile superarlo, ero in continuo recupero. Toine era uscito di strada proprio nel tentativo di entrare in rettilineo con tanti metri di vantaggio si’ da non farsi superare in fondo al dritto.

Questo gli era costato caro. Io avevo il vantaggio di avere l’avversario davanti e quindi un punto di riferimento sicuro nelle staccate e specialmente nelle due curve su dosso. Questo mi permetteva di mantenere il contatto ma di li’ a superarlo sarebbe stato difficile. L’unico suo punto vulnerabile era l’ingresso del tornante centrale. Si allargava a dismisura,ma tra Tarzan e l’ingresso a quella curva guadagnava come minimo una lunghezza.

Io gli arrivavo puntualmente in coda, ma senza i metri sufficienti per entrare in frenata. Al cinquantasettesimo giro faccio il giro piu’ veloce 1.42.7, gli sono vicinissimo, questo lo innervosisce leggermente, gli sono in coda sul dritto a non piu’ di dieci metri, Glemser va a staccare in corda per non farsi infilare, era conscio che gli rosicchiavo sempre una ventina di metri in staccata. Comincia la frenata, stacco dopo di lui, mi affianco all’esterno pronto ad incrociare la traiettoria in uscita.

La sua maggiore accelerazione lo avrebbe messo di nuovo al sicuro, ma per non essere superato si era messo troppo all’interno e di conseguenza era uscito molto piu’ intraversato e lento del solito. Io avevo finito la frenata molto in alto e girando incrocio la traiettoria, lo affianco all’interno ma in uscita mi sfila in accelerazione di una lunghezza. Incrocio la traiettoria di nuovo per il tornante a sinistra. Lui va in alto, io entro in staccata alla corda di mezza macchina.

Glemser comincia a chiudere la traiettoria, io non alzo il piede lo centro nella fiancata sinistra e lo spingo fuori strada. La sua macchina fa due giri su se stessa e schizza fuori . Ho colto il momento, avrei volentieri evitato la collisione, ma il tedesco mi aveva visto, avevamo incrociato gli sguardi attraverso il suo specchietto sinistro, e ha chiuso lo stesso la traiettoria. Forse non avrei avuto altra occasione.
Sono in testa, passo davanti ai box e vedo i meccanici e tutto lo staff che saltano per aria,bellissima sensazione.

Alle spalle ho Carlo Facetti, terza e’ una Bmw coupe’ abbastanza lontana. Cominciano gli ultimi 14 giri prima della bandiera a scacchi, ma non ho potuto rilassarmi. Malgrado i cartelli di slow vedo Carlo che si avvicina e continuo a tirare fino alla conclusione della gara. Due ore di gara tiratissima ed una enorme soddisfazione. Debutto vittoria e giro veloce, ma quello che era piu’importante avevo guadagnato punti utili per l’Alfa Romeo e ancora piu’ importante avevo messo fuori punteggio la Ford.

L’anno seguente avrei vinto di nuovo a Zandvoort con la GTAJunior e poi avrei vinto il Campionato Europeo Prima Divisione per l’Alfa Romeo. Ora rimaneva l’ultima prova di Campionato a Jarama in Spagna che avrebbe assegnato il titolo a Toine Hezemans̷

Inviateci i vostri “scatti in corsa“, foto belle, divertenti o bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardino ovviamente il mondo delle corse a 4 ruote (anche del passato!), all’indirizzo suggerimenti@motorsportblog.it.
Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome!


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La Brawn GP può fare filotto: parola di Fernando Alonso

martedì, marzo 31st, 2009

fernando alonso

Durante i test di preparazione al campionato in tanti si interrogavano sul reale potenziale delle Brawn GP, subito veloci ed affidabili. Qualcuno credeva che le loro zampate nelle prove collettive fossero il frutto di una strategia ben precisa, tesa a reclutare sponsor disposti a sostenerne l’avventura nel Circus.

Ma con il ripetersi delle performance il ragionamento cominciava a traballare, perché le BGP 1 erano davvero efficaci in tutte le condizioni. Solo il primo Gran Premio avrebbe potuto svelare le carte, dissipando i dubbi residui. A Melbourne è arrivata la conferma del valore dinamico delle monoposto di Ross Brawn, che hanno dominato le qualifiche e centrato la doppietta alla bandiera a scacchi. L’auto c’è e sarà un osso duro per i rivali.

Ne è convinto Fernando Alonso: ̶La Brawn è su un altro livello rispetto a tutti gli altri. Praticamente corrono in una categoria a parte. Se la corte non farà nulla il 14 apile, si può ipotizzare che vincano tutte le 17 gare̶. Il riferimento è al verdetto che il tribunale d’appello della Fia sarà chiamato ad esprimere a metà del prossimo mese, riguardo alla liceità del doppio diffusore, utilizzato anche da Williams e Toyota.

In caso di pronuncia favorevole, i rivali dovranno rincorrere la soluzione aerodinamica, per evitare di essere schiacciati dalla supremazia di Jenson Button e Rubens Barrichello. Così crede l’asturiano. Ma la statistica non gioca a favore dei ricorrenti, come sottolinea Norbert Haug: ̶Siamo totalmente d’accordo con i team che protestano contro un’interpretazione sbagliata del regolamento. Tuttavia va ricordato che solo il 4% degli appelli viene accolto dalla Corte̶. Intanto la McLaren preferisce concentrarsi sullo sviluppo della MP4-24, evitando di accodarsi alla battaglia legale.

Via | F1grandprix.it


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Thomas Biagi approda nella LMS

martedì, marzo 31st, 2009

Thomas Biagi approda nella Le Mans Series, nel team Racing Box di Canni Ferrari, il bravo pilota detentore di due titoli Fia GT sostituirà Hezemans al volante della Lola B8/8.

Biagi farà così equipaggio con l’amico Matteo Bobbi e Andrea Piccini, formando un trio di piloti italiani di grande livello, dalle parole di Thomas traspare la soddisfazione per l’opportunità di correre con la Racing Box.

̶Sono felicissimo per questa grandissima opportunità arrivata all’ultimo momento come un meraviglioso dono che attendi da tempo. Bellissima la Lola e le emozioni che ti da al volante, eccezionale il Team di Luca Canni Ferrari, bellissimo ritrovare Matteo Bobbi che per me è più di un amico, insieme a Piccini che stimo molto.

Abbiamo un ingegnere come Andrea Adamo che non ha bisogno di presentazioni ed una squadra molto motivata. Continuerò la mia collaborazione sempre vincente con Michelin.”


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Sfida auto vs moto, Loeb vs Everts: il video

martedì, marzo 31st, 2009

Ed ecco grazie alla segnalazione del nostro lettore il video della divertente sfida tra Sebastian Loeb ed il campione del motocross Stefan Everts che mostra la piccola ma spttacolarissima salita che è stata il teatro della sfida: il Mur de Grammont.

Ed infatti si è trattato della prima volta di un’auto sugli 8 metri del Muro, fatte salve ovviamente le ammiraglie che seguono la gara ciclistica, per quello che è un percorso decisamente stretto e tortuoso, specie per una WRC.

Ma a compensare la situazione per questa ̶gara” tra amici – organizzata dalla Red Bull – ci ha pensato il brutto tempo rendendo le cose piuttosto difficili anche per la potete Supermotard di Everts.


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Ferrari: inizia l’operazione recupero "Ci vorrà meno di quanto si pensi"

martedì, marzo 31st, 2009

In Ferrari si lavora dopo il pessimo avvio stagionale di Melbourne

̶L’inizio non è stato all’altezza della Ferrari sotto tutti i punti di vista: a cominciare dall’affidabilità perché abbiamo avuto un problema al porta mozzo sinistro sulla F6 di Felipe Massa e un dubbio sul differenziale di Raikkonen che ci ha spinto a richiamare Kimi ai box per precauzione perché la gara era ormai conclusa. Ma non sono state all’altezza del potenziale espresso nei test, la gestione delle gomme e la strategia di Felipe. Una giornata da dimenticare̶.

In Ferrari lo sanno. E lo sa bene soprattutto Stefano Domenicali che è poi l’autore delle parole qui sopra: spietata critica di un avvio di stagione dove c’è davvero poco da salvare e dove si è fatto perfino peggio di un anno fa quando Raikkonen almeno un punto lo aveva colto. Ma la cosa più grave è che nelle file del Cavallino c’è la sensazione che la situazione sia assai peggiore:

̶Allora — racconta Massa, costretto al ritiro dopo 46 giri — sapevamo di avere davanti, e non troppo lontana, una sola scuderia come la McLaren. Quest’anno invece abbiamo a che fare con una BrawnGP che è di un altro pianeta e forse vincerà il Mondiale con largo anticipo e con gli altri siamo tutti lì̶.

Ma c’è una speranza cui si resta aggrappati e riguarda le caratteristiche quasi uniche dell’Albert Park — a cominciare dalla scarsa aderenza dell’asfalto — che negli ultimi anni sono risultate indigeste alle Ferrari. E allora ci vuole fiducia come fa vedere Raikkonen: ̶In altre occasioni abbiamo avuto degli inizi difficili qui e poi tutto è cambiato nella gara successiva̶.

Ma ora il pensiero comune è uno solo: quanto ci metterà la Ferrari a riguadagnare terreno? E tra gli ottimisti c’è anche il progettista Nick Tombazis: ̶Per recuperare ci vorrà meno di quanto ci si possa aspettare, anche se dobbiamo lavorare a 36° su più fronti, affidabilità, aerodinamica e prestazioni”.

Opinione un poco diversa per Luca Baldisserri, che non si fa illusioni: ̶È inutile girarci intorno, con i radicali cambi di regolamenti che ci sono stati e la necessità di concentrarci sulla lotta al titolo 28, abbiamo concesso agli avversari 4 o 5 mesi di ricerche a livello aerodinamico. Un settore che su una macchina di F.1 conta per l’8 per cento e adesso non sarà facile recuperare̶.

Potrebbe esserci anche la necessità di lavorare a tappe forzate su un diffusore simile a quello impiegato da BrawnGP, Toyota e Williams: ̶Si dovranno rivedere le priorità — ammette Baldisserri — e difficilmente saremo pronti per farlo debuttare a Barcellona̶.

via | Gazzetta


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Sebastian Loeb ha sfidato Stefan Everts sul Mur de Grammont: auto contro moto

martedì, marzo 31st, 2009

4 Ruote vs 2 Ruote: l’eterna sfida tra le due specialità attira sempre attenzioni e curiosità degli appassionati. Ed i primi a subirne il fascino paiono essere proprio i piloti, che ultimamente sempre più spesso si sono cimentati in curiose sfide. Ed a riguardo si è appena svolto un altro confronto molto interessante come hanno riportato i nostri cugini di Autoblog:

E questa volta l’eterna battaglia – o se vogliamo scaramuccia tra i due mondi- ha visto protagonisti nientemeno che Sebastien Loeb e Stefan Everts, il primo pentacampione del mondo nel WRC, il secondo leggenda vivente del motocross, ritiratosi nel 26 dall’agonismo dopo ben dieci titoli mondiali.

Teatro dell’impresa: la terribile salita del Mur de Grammont, uno dei passaggi più duri del Tour des Flandres ciclistico, “classica del Nord” che si terrà settimana prossima, che ha regalato un finale decisamente appassionante.

Sotto una pioggia battente infatti, la KTM dell’ex-campione belga ha battuto la Citroën C4 WRC campione del mondo di rally in carica battendo l’accoppiata francese di uno striminzito decimo di secondo.

Che è valso al leggendario Stefan la soddisfazione per la vittoria della scommessa che prevedeva per il perdente una bella tirata a lucido del mezzo dell’avversario…

Foto e maggiori info tutte su Autoblog.

via | Autoblog


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F1, Trulli è amareggiato per l’esito del GP

martedì, marzo 31st, 2009

trulli

La punizione inflitta a Jarno Trulli dai commissari, per il sorpasso ai danni di Lewis Hamilton in regime di Safety Car, ha suscitato una certa delusione nei responsabili della Toyota, che hanno deciso di fare ricorso. Le ragioni le spiega il direttore Tadashi Yamashina sulle pagine dell’Equipe: ̶E’ triste che il risultato sia stato contestato. Abbiamo deciso di fare appello per guadagnare tempo e studiare a fondo il dossier̶.

Il più contrariato per l’accaduto è il pilota italiano, che aveva passato il campione del mondo pensando a un’avaria alla sua McLaren: ̶Non ho parole per descrivere la mia delusione per aver visto sfumare il terzo posto. Quando la Safety Car è uscita Hamilton mi ha superato, ma subito dopo ha rallentato e si è messo lateralmente. Ho pensato che avesse un problema, così l’ho scavalcato̶.

Le cose, però, sono andate in modo diverso. L’abruzzese vede comunque la sfida australiana con una certa dose di positività: ̶Vorrei ringraziare tutto il team che ha fatto uno sforzo enorme. Il fatto che siamo stati in grado di lottare per il podio partendo dai box è tutto merito loro̶.

Via | Racingworld.it


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Ferrari Challenge, esordio insidioso per Francesca Linossi

martedì, marzo 31st, 2009

francesca linossi 1

Esordio condizionato da una pesante pioggia per Francesca Linossi a Monza, nella prima prova del Ferrari Challenge ̶Coppa Shell 29″. La bresciana del team Malucelli, partita dalla terza posizione in virtù del tempo stabilito nella prima corsa dal compagno di equipaggio Gianluca Carboni, non aveva mai guidato sul bagnato una Ferrari F43, ma ha gestito la corsa con determinazione, stabilizzandosi dopo i primi giri su tempi in linea con quelli dei migliori.

Nelle fasi successive un paio di errori di guida indotti dalla scarsa aderenza hanno concesso qualche posizione agli avversari, ma solo un’uscita di pista a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi ha costretto al ritiro la giovane pilota, togliendole la soddisfazione di tagliare il traguardo al termine di una prestazione particolarmente impegnativa. Sarà per la prossima volta.

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Dice Francesca: ̶Prima del via ero un po’ preoccupata per le fasi iniziali di gara: se da un lato la seconda fila mi garantiva buone probabilità di evitare il coinvolgimento in potenziali incidenti, dall’altro la pioggia non favoriva certo una esordiente come me. Per questo nei primi giri ho deciso di adottare una tattica attendista, anche per rendermi conto di quanto grip offriva l’asfalto sotto la pioggia.

Gradualmente ho poi iniziato a spingere: ero consapevole che sul bagnato l’errore poteva essere dietro l’angolo ma valeva la pena prendere qualche rischio per difendere la posizione e cercare a portare a casa un buon risultato. Purtroppo non è andata come speravo ma sono comunque contenta di averci provato. Andrà meglio al Mugello, un circuito che mi piace molto e dove fortunatamente spesso splende il sole̶.

Via | Press Office


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F1, Lewis Hamilton è soddisfatto della sua gara

martedì, marzo 31st, 2009

lewis hamilton

Sul Gran Premio d’Australia, segnato dalla doppietta della Brawn GP, non mancano certo gli argomenti di discussione. L’esordio vincente del nuovo team, la giornata nera della Ferrari, l’ottima prova di Jarno Trulli e la sua penalizzazione animano il confronto fra i tifosi. Ma per alcuni, uno dei temi più gettonati è la strepitosa rimonta di Lewis Hamilton, scattato dalla 18ma posizione e poi finito sul podio.

Nessuno pensava che una McLaren in forma poco smagliante potesse permettergli un simile risultato, ma l’inglese non si è scoraggiato e ha dato fondo al meglio del suo repertorio di guida per chiudere la giornata in modo luminoso. Alla fine c’è riuscito, compensando con la sua abilità di guida le carenze della monoposto di Woking. Quella dell’inglese è stata una gara aggressiva, dal primo all’ultimo giro.

Per lui una prova di forza, ripagata dal terzo posto finale, giunto dopo la penalizzazione inflitta a Trulli, che lo ha fatto scorrere di una piazza.

Hamilton non nasconde la sua gioia: ̶Abbiamo fatto meglio di quanto potessimo realisticamente aspettarci. Speravo di ottenere un punto, guadagnarne sei è stato un grande risultato. La nostra strategia è stata perfetta e il team ha fatto un lavoro fantastico. Considerando il pacchetto che avevamo, ho corso una delle mie migliori gare. Sono molto soddisfatto̶.

Poi l’asso di Stevenage rivolge un pensiero al vincitore: ̶Mi congratulo con Jenson Button, ha guidato brillantemente per tutto il weekend. Lui e il suo team meritano questo successo̶.

Via | F1grandprix.it
Foto | F1fanatic.co.uk


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